Sottrazione di Minorenni: quando è penalmente rilevante?
(sentenza n. 26185 del 03/07/2024 (udienza del 28/05/2024)
La Corte Suprema di Cassazione, con la sentenza n. 26185 del 03/07/2024 si è pronunciata sul ricorso di un genitore, identificato come A.A., che era stato condannato per il reato di sottrazione di minorenni ai sensi dell’art. 574 del codice penale.
Ma cosa significa esattamente questo?
L’articolo tutela non solo il diritto del genitore alla sua responsabilità genitoriale ma, soprattutto, l’interesse del minore a mantenere un rapporto stabile con entrambi i genitori. Di conseguenza, la Corte ha respinto il ricorso del padre, dichiarandolo inammissibile.
Una delle parti più interessanti della sentenza riguarda la distinzione tra due episodi simili ma valutati diversamente dalla Corte d’Appello di Torino. A.A. era stato assolto per un episodio avvenuto a dicembre 2015, poiché la sottrazione era durata solo “poche ore”. Invece, per l’episodio del 14 marzo 2016, è stato ritenuto colpevole perché la condotta si era protratta per “svariati giorni”, lasciando la madre nell’angoscia e senza informazioni sulla destinazione della figlia.

Pertanto, la Cassazione ha ribadito che il reato di sottrazione di minorenni non è istantaneo ma permanente in situazioni di conflitto genitoriale.
Diventa penalmente rilevante quando impedisce in modo durevole l’esercizio del diritto dell’altro genitore e la continuità del rapporto del minore.
La Corte ha evidenziato come il padre avesse agito unilateralmente, prelevando la bambina da scuola e interrompendo i contatti, dimostrando una chiara consapevolezza delle conseguenze delle sue azioni.
Anche se aveva portato la figlia dai nonni e aveva permesso contatti telefonici, ciò non esclude la sua responsabilità. La Cassazione ha sottolineato che l’esercizio del diritto di un genitore non può annullare quello dell’altro, specialmente quando manca una regolamentazione giudiziale.
Questa sentenza serve come un importante monito per tutti i genitori.
In assenza di un accordo o di una decisione giudiziaria che regoli l’affidamento, ogni genitore deve agire con estrema cautela. L’interesse del minore viene prima di tutto, e la sottrazione, anche se temporanea, può avere conseguenze penali severe se si protrae per un periodo significativo e ostacola il rapporto con l’altro genitore.
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